ERNEST
EGRI ERBSTEIN
Nato
a Nagyvarad (Ungheria) il 13 maggio 1898.Direttore tecnico.Mediano
del Bak Budapest, raggiunge l'Italia nel 1924 dove gioca nelle
file della Fiumana, a Vicenza si sdoppia in allenatore-giocatore,
poi abbraccia a tempo pieno la carriera di tecnico e guida Nocerina,
Bari, Cagliari, Lucchese e il Torino dal 1938-39.Gli sono però
contro le leggi razziali che, in quel triste periodo, purtroppo
caratterizzano la storia del nostro paese.Con Novo e il Toro
Erbstein collabora in ogni modo da lontano e nel dopoguerra,
ripristinata anche da noi la convivenza civile, il presidente,
nel 1947, gli riconsegna la regia della squadra più grande
che domina, diverte e raccoglie entusiasmo in ogni angolo della
penisola. Anche lui è fra le vittime della sciagura di
Superga
|
| . |
|
|
| . |
LESLIE
LIEVESLEY
Trentasettenne.Tecnico.Negli anni giovanili, come da tradizione
di famiglia, è mediano della squadra londinese del Crystal
Palace.Interrompe la carriera con l'inizio della Seconda Guerra
mondiale, durante la quale è ufficiale dei paracadutisti
dell'esercito di Sua Maestà.Torna al calcio nelle vesti
di allenatore-preparatore atletico: opera bene in Olanda tanto
da farsi notare dalla società granata che lo porta a Torino
nel 1947 per inserirlo nell'organico del settore giovanile alle
dipendenze di Carlo Rocca.Un anno più tardi è promosso
alla prima squadra dove collabora con Erbstein. Anche lui è
fra le vittime della sciagura di Superga
|
| . |
|
|
| . |
|
RINALDO
AGNISETTA
Agnisetta
(classe 1893), era dopo il presidente Novo il massimo dirigente
del Grande Torino e componeva con l'accompagnatore Civalleri ed
il segretario Giusti un gruppo moldo solido, compatto ed affiatato.
In gioventù un passato di calciatore come difensore nella
squadra del Piemonte si afferma successivamente come direttore
commerciale in una grande ditta di trasporti internazionale. Agnisetta
abbandona però la sua attività quando viene chiamato
da Novo per contribuire alla costruzione del Grande Torino, coronando
così il suo sogno di lavorare nel mondo del calcio sua
grandissima passione. Agnisetta, dedicava da quel momento ogni
sua energia per la società granata. Grande conoscitore
dello sport, del mondo calcistico e grazie ai successi ottenuti
nel Torino, venne poi investito della carica di presidente della
Lega Regionale Piemontese della Federazione.
|
| . |
|
|
| . |
|
IPPOLITO
CIVALLERI
Civalleri
(classe 1883) ricopriva nel Torino il delicatissimo ruolo di accompagnatore
ufficiale
Della squadra. Toccava quindi a lui rappresentare la società
anche nei momenti meno piacevoli. Civalleri sebbene non più
giovanissimo ricopriva alla meglio il suo ruolo spinto anche dallo
sviscerale amore nei confronti dei colori granata. Carattere molto
gioviale ed aperto era diventato il confidente, quasi un padre
di tutti i giocatori che si fidavano di lui ciecamente specialmente
nei momenti di bisogno. Tra i suoi pupilli senza dubbio capitan
Valentino a cui con lo stesso amore di un padre verso un figlio
perdonava sempre tutto.
|
| . |
|
|
| . |
|
OTTAVIO
CORTINA
Ottavio
Cortina (classe 1897) era il massaggiatore del Grande Torino e
proprio ai colori granata anche lui aveva legato totalmente la
sua esistenza. Quando morì nel rogo di Superga, Cortina
vantava 30 anni di fedeltà massaggiando i muscoli dei vari
giocatori che si erano susseguiti in quegli anni nel Torino. Fisico
possente e viso molto bonario, era l'uomo magico del Torino che
con le sue tecniche era capace di rimettere in sesto qualsiasi
giocatore. L'unico suo grande cruccio fu Virgilio Maroso a cui
non riuscì di rimetterlo in sesto da un male misterioso
che lo attanagliava tenendolo spesso lontano dai campi di gioco.
Per la sua riconosciuta abilità e competenza si meritò
parecchi elogi e, in ultimo la grande soddisfazione di essere
chiamato a prestare le sue opere magiche per la squadra della
nazionale maggiore.
|
| . |
|
|
| . |
|
RENATO
CASALBORE
Renato
Casalbore giornalista e fondatore di Tuttosport nasce a Salerno
nel 1891. Uomo che nel calcio fu grande consigliere ed amico dei
dirigenti che nelle varie epoche capeggiarono l'organizzazione.
Devoto e grande ammiratore del Torino, da buon giornalista riservava
però pari trattamento ai cugini bianconeri. Umano nella
critica e profondamente giusto era molto apprezzato quindi da
entrambe le tifoserie. E' morto insieme ai ragazzi che avevano
spesso animato e rallegrato il suo mestiere.
|
| . |
|
|
| . |
|
LUIGI
CAVALLERO
Luigi
Cavallero giornalista de LaStampa era imparzialmente del Torino
così come per la Juventus e lo dimostra il fatto di essere
stato molto amico del presidente bianconero così come con
quello granata Novo. Sempre molto gioviale ed aperto alla discussione,
Cavallero era una grande firma dello sport italiano. Gino, così
come veniva chiamato iniziò la sua gavetta alla Illustrazione
Italiana, poi passò al Paese Sportivo fino alla consacrazione
a LaStampa come una delle più indiscusse ed autorevoli
firme del mondo sportivo.
|
| . |
|
|
| . |
|
RENATO
TOSATTI
Renato
Tosatti, giornalista della Gazzetta del popolo e padre del noto
Giorgio giornalista ed editorialista dei giorni nostri. Tosatti,
viene ricordato per il suo modo originale di scrivere, ovvero
molto frizzante, passionale e che andava direttamente al cuore
del lettore. Rampante, bruciò le tappe allineandosi molto
presto giovanissimo alle grandi firme dell'epoca. E' stato un
interprete personalissimo e brillante degli avvenimenti sportivi,
ma soprattutto del calcio passione che lo possedeva e in cui diede
senza dubbio il meglio di sé.
|
| . |
|
|
| . |
|
L'EQUIPAGGIO
La
sciagura di Superga si portò via per sempre 31 persone.
Oltre ai 18 giocatori, ai 2 tecnici, ai 3 dirigenti e ai 3 giornalisti,
morirono altre 5 persone facenti parte dell'equipaggio dell'aereo.
Li ricordiamo qui di seguito brevemente :
Abdrea Bonaiuti, che si occupò dell'organizzazione della
Trasferta in Portogallo, Pierluigi Merino primo pilota, Cesare
Biancardi secondo pilota, Antoni Pangrazzi capo marconista e Celeste
D'Inca motorista.
|
|
|
|
| . |
| SOPRAVVISSUTI
PER MIRACOLO |
| . |
|
SAURO
TOMA'
Prediletto
dal destino oppure condannato al rammarico perpetuo ? Sauro Tomà
sopravvissuto alla catastrofe cerca ancora oggi una risposta.
Oggi settantenne Tomà ha la mente invasa di ricordi, specialmente
quelli nei confronti dei suoi compagni ed amici persi a Superga.
Egli sfuggì a quella tragedia per un vero segno del destino.
Difensore chiamato dal Torino per sostituire Maroso spesso sofferente
di pubalgia disputò nella stagione 47/48 ventiquattro partite
partecipando anche ad una tournèe di quattro incontri in
Brasile. Nella prima gara del campionato successivo, contro la
Pro Patria, Tomà si procurò una grave distorsione
e che fu alla fine la più grossa fortuna della sua vita.
Infatti proprio grazie a questo infortunio, venne escluso dalla
rosa dei partecipanti alla sfida amichevole in Portogallo contro
il Benefica a Lisbona.
|
| . |
|
|
| . |
|
RENATO
GANDOLFI
Non
solo Tomà fu miracolato dalla tragedia di Superga. Va infatti
ricordato anche il secondo di Bacigalupo Renato Gandolfi. In quell'occasione
infatti come portiere di riserva gli fu preferito Dino Ballarin,
fratello di Aldo. Infatti Aldo Ballarin chiese come favore personale
a Gandolfi di cedere per una volta il suo ruolo a Dino. Un po'
di amarezza in quella occasione per la prestigiosa trasferta mancata,
ma che alla fine gli salvò la vita.
|
| . |
|
|
| . |
| IL
SIMBOLO |
| . |
Bolmida
Ecco
Bolmida, il famoso trombettiere del Torino. Quando la squadra
aveva un attimo di rallentamento lui metteva mano al suo strumento
: tre squilli e i giocatori immediatamente si scatenavano.
|
| . |
|
|
| . |